Speciale tartarughe

tartaruga castello“Ma ci sono tartarughe nel nostro Golfo?”: è la domanda che si sentono rivolgere spesso i biologi dell’Area Marina Protetta di Miramare quando diportisti, bagnanti e sporadici frequentatori del mare con stupore ne avvistano una mentre esce con la testa dall’acqua per respirare per poi reimmergersi velocemente e scomparire in profondità.
La risposta è certamente sì, ovvero anche il nostro Golfo è popolato da questi rettili che hanno scelto il mare per trascorrere la loro lunga vita ma che necessitano di ritornare verso le spiagge in cui sono nati, per scavare un nido e deporre le uova dalle quali nasceranno piccole tartarughe. A loro sarà poi affidato il compito di mantenere la specie.
Mentre lungo la nostra penisola i siti di deposizione sono ormai relegati a poche spiagge in Calabria e Sicilia, la più importante delle quali è quella dell’isola dei Conigli a Lampedusa, i siti di riproduzione più importanti in Mediterraneo si trovano in Grecia, Turchia, Cipro e Libia ma i bassi fondali dell’Adriatico settentrionale, e quindi del Golfo di Trieste, secondo i dati raccolti dai ricercatori, risultano essere di fondamentale importanza come zone di riposo e nutrimento assieme alle zone del Golfo di Gabes in Tunisia e del Mediterraneo orientale (Egitto e Turchia). Gli esemplari più giovani, che frequentano anche il mare aperto, sono certamente presenti in buon numero nel sud Adriatico, nello Ionio, nel Canale di Sicilia e nella parte più occidentale del Mediterraneo, tra le Baleari e lo stretto di Gibilterra.

tartaruga  tartaruga grossa rid

Il Mediterraneo è frequentato da tre specie di tartarughe marine: Caretta caretta, che è la più comune (e avvistabile anche dalle nostre parti), Chelonia mydas (la tartaruga verde), la cui distribuzione è limitata alla parte più orientale del bacino, e la più grande Dermochelys coriacea (la tartaruga liuto), che a differenza delle altre non si riproduce in questo mare. Si tratta di specie considerate in pericolo di estinzione e il WWF Italia da sempre promuove progetti di salvaguardia dei siti di nidificazione ancora rimasti e di sensibilizzazione e conoscenza delle minacce a cui questi animali sono sottoposti.

In particolare un notevole sforzo è stato riservato alla sensibilizzazione della categoria dei pescatori per ridurre l’impatto della flotta di pesca italiana sulle popolazioni di tartarughe considerata come la prima causa di mortalità. Una rete di Gruppi Locali, con la collaborazione dela Guardia Costiera, si impegna nel recupero degli esemplari rinvenuti in precarie condizioni di salute che verranno curati nei Centri di Recupero Tartarughe. 

Punto di riferimento per l’Alto Adriatico è proprio l’AMP di Miramare che da sempre opera per il controllo e la tutela delle specie di grandi vertebrati marini quali cetacei, squali e tartarughe. Avvistamenti, marcature ed azioni di pronto soccorso coinvolgono di volta in volta gli operatori della Riserva affiancati dagli Enti preposti per il controllo del mare come Guardia Costiera, Forze dell’Ordine e Aziende Sanitarie.

Tutta questa organizzazione per funzionare bene ha però bisogno del prezioso contributo di ognuno di noi: un aiuto da parte di ogni persona sensibile che non costa alcuna fatica. Nel caso si avvisti un delfino, una balena, una tartaruga o altri “strani” animali nel Golfo di Trieste è importante avvertire la Guardia Costiera e/o la Segreteria dell'Area Marina (040 224147) e collaborare alla compilazione della scheda di avvistamento che permette di annotare la presenza di questi animali nel nostro mare o di provvedere al loro recupero in caso siano feriti o spiaggiati.